Referendum, Camillo: “Voto No e rappresento una larga parte della sinistra locale”

In merito alle polemiche a mezzo stampa innescate da Sel sulle posizioni dei membri della Giunta di Manciano sul referendum costituzionale, interviene il vice sindaco del Comune di Manciano, Antonio Camillo. “Ritengo necessario fare un po’ di chiarezza – spiega Camillo - in primo luogo rivendicando la mia appartenenza ad una cultura politica di sinistra, connotata a sinistra del Pd, espressa nel voto dato a Sel nelle ultime elezioni politiche. Per scelta personale non posseggo per adesso una tessera di partito, ma nonostante ciò, credo di rappresentare degnamente una larga parte della sinistra mancianese. In questi anni ho scelto di lavorare sodo in Comune tenendomi a distanza dalle polemiche sterili e controproducenti. Rivendico il mio lavoro e quello di tutta la Giunta guidata dal sindaco Marco Galli, compreso quello prezioso svolto da Andrea Teti, fino a che ha deciso di rimanere con noi. Un lavoro conforme a quanto prospettato ai cittadini attraverso il programma elettorale, un lavoro che continuerò insieme ai miei colleghi di Giunta, con serietà ed unione di intenti fino alla fine del mandato. Sono un fermo sostenitore del no al referendum e martedì prossimo 22 novembre alle ore 17 all’ex mattatoio, oggi sede della consulta del sociale, ho promosso, insieme all’Anpi sezione di Manciano, un incontro dal titolo “Le ragioni del no”, con l’intervento del giornalista del Manifesto Aldo Carra. Invito tutti i cittadini a partecipare per approfondire i temi della riforma costituzionale che, a mio parere, impoverisce la nostra democrazia, con un pericoloso accentramento di poteri decisionali su questioni che riguardano i singoli territori, annullando di fatto il ruolo degli enti locali, su temi che rivestono grande importanza nella vita di ognuno di noi, come la tutela dell’ambiente e della salute. Concludo auspicando per Manciano un proseguo del confronto tra le varie posizioni politiche, sui temi nazionali come su quelli locali, dettato dalle idee e dalle proposte, il più possibile lontano da prese di posizione strumentali, appartenenti ad una logica politica dell’opportunismo, più che della ricerca del bene comune”.