Festival “A veglia, teatro del baratto”, poesia e buddismo a Manciano al circolo Arci

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Domenica 16 agosto a Manciano alle ore 18.30 al circolo Arci di via Marsala 103 presentazione del libro di Mariano Lamberti “Fukio” (ed. Nulla die). Un libro poetico legato alla tradizione buddista: Roberta Calandra dialoga con l’autore. Fukyo, il nuovo lavoro poetico di Mariano Lamberti, regista e scrittore che ha più volte affrontato le tematiche legate alla comunità Lgbt+, sia nei suoi film, tra cui il celebre “Good As You – Tutti i colori dell’amore”, sia nei suoi libri, come nell’ultimo romanzo “Amore, sesso e altri emoticon”, pubblicato da Lantana. Ma il nome di Mariano Lamberti è legato, da alcuni anni, anche alla poesia e, più specificamente, alla poesia buddista, come nel caso de “La supplica di Brahma” (prefazione da Filippo La Porta) e de “Gli eroi dei cento mondi”. Fukyo, edito da Nulla Die edizioni, si riallaccia a questo filone poetico e, a partire da una figura archetipica della tradizione buddista, simbolo di compassione, può definirsi un vero e proprio building-poem che racconta, in versi, un percorso personale e universale di formazione ed emancipazione, percorso che include anche il rapporto dell’io lirico con la propria omosessualità, con la figura paterna, con l’amore e con il sesso. Questo è un romanzo di formazione. Fukyo è una figura archetipica della tradizione buddista, in particolare del buddismo giapponese, questo Bodhisatva (nella tradizione occidentale corrisponderebbe a un Santo) aveva una particolarità, si inclinava ad ogni persona che si incontrava riverendo la sua innata Buddità/preziosità/unicità, anche e soprattutto quando le persone lo insultavano e lo colpivano con pietre e bastoni. La sua scelta però non è umile pietà cristiana ma scaltra saggezza orientale perché Fukyo scansava gli insulti, le pietre, i bastoni, tenendosi a debita distanza, perché la prima persona di cui riveriva la Santità/Buddità era proprio lui stesso, riconoscendo quindi la preziosità altrui ma anche la propria. Si diventa esseri umani quando si riesce a sviluppare seriamente virtù quali l’empatia e la compassione: Prometeo nel libro si libera dal padre incontrando un maestro che gli insegna virtù quali l’empatia e la compassione, solo allora diventa un essere umano: “Cosa significa il profondo rispetto del bodhisattva Fukyo per la gente? Il vero significato dell’apparizione del Budda Shakyamuni in questo mondo sta nel suo comportamento da essere umano. […] Il saggio si può dire umano, ma gli sconsiderati non sono nient’altro che animali”, così scrive Nihciren Daishonin. La comunità Lgbt+, per quanto mi riguarda, ha e avrà per me un bonus enorme di comprensione e accettazione, visto i millenni di silenzio e persecuzione che ha dovuto sopportare, la comunità Lgbt+ deve avere la possibilità di fare un percorso di riconoscimento e individuazione anche passando attraverso il narcisismo e le nevrosi, glielo dobbiamo concedere. Per quanto mi riguarda guarderò la comunità sempre con occhi più benevoli di quelli che hanno avuto, invece, un percorso per certi versi più facile. Non è facile accettare la propria omosessualità, non è facile dirlo agli altri, non è facile viverla, ma detto ciò voglio farne, almeno nella mia vita, qualcosa di bello e significativo. La poesia è stato il mio primo grande amore, quello che ti segna l’immaginario, per cui batte il cuore dell’ispirazione, ogni ricordo della vita è filtrato attraverso di essa, mia madre, tra l’altro, è una poetessa molto apprezzata. Il cinema è stata una scoperta tardiva quasi un proseguimento del viaggio iniziatico, non a caso a me piace un cinema di poesia, come direbbe l’angelo Pierpaolo, un cinema di invenzione, di linguaggio; come fruitore però mi piace tutto: durante la quarantena mi sono nutrito prosaicamente di serie tv che oggi considero il moderno feuilleton, ricche di colpi di scena, storie lunghe, articolate, di cui non vorresti mai vederne la fine”. Fukyo non insulta lo specchio ma gli regala l’inchino delle stelle la maestosità dell’onda solitaria la bellezza della polvere su di un petalo il silenzio delle parole abbandonate sulla punta del coltello.