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Agroalimentare per rilanciare economia e turismo

La promozione dei prodotti agricoli locali e la valorizzazione delle aziende del territorio sono al centro del progetto “Il paniere mancianese”, dove imprese agricole e agroalimentare rappresentano l’identità di una intera comunità. Gli assessorati all’Agricoltura, al Turismo e al Commercio del Comune di Manciano hanno realizzato un progetto di valorizzazione dei prodotti agricoli locali coinvolgendo sia le attività economiche della zona, sia il mondo della scuola. “Un anno fa – spiega l’assessore all’Agricoltura, Antonio Camillo – abbiamo intrapreso questo percorso volto alla promozione del territorio e delle sue risorse, iscrivendo al nostro programma le aziende produttrici di farina, pasta, vino, olio, miele, confetture, salumi, prodotti gastronomici, carne, formaggi, ricotta, farro per poi proporre tali produzioni alle attività commerciali, dai negozi alla ristorazione fino ad interessare le attività ricettive, che proprio ora sono entrate nella fase di adesione al nostro progetto. Tutto questo con lo scopo di creare una rete tra imprenditori del territorio e dare visibilità alle produzioni locali. L’obiettivo dell’incontro tra aziende agricole e distribuzione – continua Camillo – è quello di dare lustro ai nostri prodotti, sia per gli stessi mancianesi, sia per i turisti e di creare un vero e proprio ‘distretto rurale’ dove si producono eccellenze territoriali. Il Comune coordina e promuove le aziende aderenti, finora undici, attraverso iniziative e attività di vario genere come percorsi enogastronomici, degustazioni, il tutto all’interno di un programma di promozione del territorio a 360 gradi”. “La nostra amministrazione – afferma il sindaco del Comune di Manciano Marco Galli - intende promuovere le nostre produzioni locali pur sapendo che questo non risolverà i problemi economici del momento. Ma con questa iniziativa vogliamo anche cercare di ‘far rete’, per aggregare i nostri produttori e lavorare in sinergia. Solo facendo gioco di squadra, in tutti i settori, si può cercare di reggere il colpo inflitto dallo stallo economico e di contrastare una crisi strutturale che purtroppo non accenna a diminuire”. Inoltre, l’amministrazione comunale ha stipulato con l’istituto Zuccarelli, sezione Iti Chimici il liceo scientifico di Manciano, un protocollo d’intesa dedicato ai ragazzi della scuola superiore, volto a far crescere nei giovani la conoscenza della cultura, della storia, delle tradizioni e dell’economia di Manciano attraverso visite alle aziende iscritte al progetto, iniziative nell’ambito del piano regionale ‘alternanza scuola-lavoro’ e attività pratiche come analisi chimica e organolettica degli oli prodotti da queste aziende. Gli studenti, già dalla prossima settimana, incontreranno il presidente del Caseificio sociale Carlo Santarelli e faranno visita alla cooperativa, visiteranno l’azienda Le Macchie Alte e l’agriturismo il Torrione.

Consiglio comunale, sì all’azione comune tra maggioranza e minoranza

Al centro del Consiglio comunale di oggi i danni che l’alluvione dello scorso 14 ottobre ha provocato nella zona di Manciano. “Pronto a fare un percorso comune in nome dei cittadini – afferma Luca Pallini (Manciano Comune Aperto) - e firmo un documento congiunto ma ci deve essere una azione di forza che desti l’attenzione di Stato e Regione e che serva realmente a qualcosa”. “Comprendo le difficoltà del sindaco per quanto riguarda la situazione post-alluvione – spiega Roberto Bulgarini (Manciano Comune Aperto). Il nostro territorio per la Regione è una riserva indiana, nessuno ci ascolta. Si può fare un’azione comune ma solo se c’è compattezza, unione e finalità di intenti”.

Dopo l’alluvione riapre il cinema a Manciano

Il cinema di Manciano riapre al pubblico. Dopo che l’alluvione dello scorso ottobre aveva danneggiato il proiettore, venerdì prossimo, 16 gennaio, inizia ufficialmente la stagione al Nuovo cinema moderno di via Marsala, con una intensa programmazione cinematografica, un bar interno e spazi per attività ricreative e culturali. La gestione è stata esternalizzata. Sarà una cooperativa, infatti, ad occuparsi anche del servizio biglietteria e distribuzione locandine. “Esprimo soddisfazione per la riapertura del cinema – spiega il sindaco di Manciano, Marco Galli – e grazie all’impegno dell’amministrazione possiamo continuare a rispondere alle esigenze della comunità e soprattutto dei giovani. Un servizio che, anche se non è più affidato al Comune, permette di ridare alla città uno spazio multifunzionale su cui contare”. La cooperativa che ha vinto la gara doterà il cinema di un nuovo impianto audio Dolby surround, offrendo spettacoli di qualità. “La sala polivalente – dichiara l’assessore alla Cultura, Giulio Detti - svolge un ruolo fondamentale a livello sociale e culturale, così come a livello commerciale. Via Marsala si sta purtroppo impoverendo di negozi e il cinema risulta una fondamentale attività per mantenere vivo il centro storico e quella via in particolare. Nonostante le ristrettezze economiche – continua Detti – l’amministrazione ha fatto uno sforzo notevole per mantenere aperta la sala e per garantire la possibilità di utilizzo della stanza per fini socio-culturali. Valida questa forma di gestione mista per cui il cinema diventa un’entrata e non un costo”. Con questa nuova gestione non aumenterà il costo del biglietto, anzi sono previsti sconti particolari per i turisti, residenti e ragazzi e saranno messe in programmazione rassegne d’essai e film in lingua inglese. “L’assessorato alla Cultura – conclude Detti – ha lavorato molto per offrire un futuro alla sala, ottimizzando i costi di gestione e mantenendo attivi i servizi”.

Alluvione, la conta dei danni arriva in Consiglio comunale

“Maggioranza e minoranza devono essere uniti per lavorare su un’azione comune dopo il drammatico episodio che ha colpito la nostra zona, l’alluvione del 14 ottobre dello scorso anno, che ha provocato due vittime e messo in ginocchio attività agricole e aziende private”. Parla il sindaco di Manciano, Marco Galli durante il primo consiglio comunale del 2015. “Sono preoccupato – continua il sindaco – visto che né dallo Stato, né dalla Regione abbiamo visto un centesimo dopo che abbiamo utilizzato oltre 200mila euro presi dalle casse comunali per porre rimedio alle massime urgenze post alluvione. Danni che ammontano ad oltre 8milioni di euro soprattutto per quanto riguarda la viabilità ma ad oggi nessuno si è fatto vivo. Ponti franati non ripristinati, strade dissestate che se non arrivano i soldi resteranno così. I costi per ricostruire la zona sono elevati e mi auguro che la magistratura faccia il corso e che si trovino le risorse per affrontare tutte le spese per rimettere in assetto le zone colpite dall’alluvione. Altro capitolo, affrontato dal sindaco Galli al Consiglio comunale è quello inerente alla tassa in scadenza dell’Imu. “Una tassa vergognosa – spiega Galli – soprattutto per tutti gli agricoltori che sono costretti a pagare un balzello del genere dopo le calamità naturali che hanno dovuto subire quest’anno. Io non ci sto a mettere le mani in tasca ai cittadini, lo Stato non può fare finta di nulla. Il nostro è un territorio martoriato su cui non deve pesare anche la tassa dell’Imu. Sono pronto scendere in piazza per manifestare a favore delle imprese e dei cittadini”. 

Rifiuti alle stelle, i sindaci dell’area sud bocciano la delibera dell’Ato

I sindaci dei Comuni di Manciano, Sorano, Capalbio, Monte Argentario, Scansano, Pitigliano, Orbetello, Magliano in Toscana e Isola del Giglio, in una nota congiunta, intervengono in merito all’assemblea dei Comuni dell’Ato delle province di Grosseto, Siena e Arezzo, in cui sono stati chiamati a ratificare il valore economico dei servizi svolti dal gestore nel 2014 e quelli che lo stesso svolgerà negli anni successivi, con una proposta di delibera che fissa il costo del servizio su tutto l’Ambito a 98 milioni di euro per il 2014 ma che, con aumenti progressivi, arriverà a 102 milioni di euro nel 2017 per gli stessi servizi erogati nell’anno corrente, facendo quindi salvi tutti gli aumenti dovuti alle variazioni o aggiunte al servizio stesso. “Questa proposta – spiegano i sindaci -  certifica il fallimento del raggiungimento dell’obiettivo: già dal 2014 i cittadini spendono di più per il servizio, che vedrà aumentare i costi progressivamente negli anni successivi. Tutti i sindaci dell’area sud hanno votato contro la delibera proposta, accompagnati da altri 16 sindaci di piccoli comuni. La distribuzione del peso dei voti in assemblea, che privilegia i Comuni capoluogo di provincia e quelli sede di impianti, non ha permesso che i voti contrari prevalessero. Da una parte – continuano i sindaci dei Comuni dell’area omogenea di raccolta Grosseto sud - si riscontra la totale assenza del rischio d’impresa per Sei Toscana, gestore unico, garantito dall’inserimento di alcune voci di costo ingiustificate, una su tutte, la creazione di un fondo svalutazione crediti, pagato preventivamente dai cittadini, da utilizzare per coprire le eventuali morosità dei Comuni del valore di 1 milione di euro l’anno e il rischio interfaccia gestione impianti, per cui non sarebbero i gestori degli impianti di smaltimento a fatturare direttamente ai Comuni, ma l’operazione amministrativa sarebbe condotta da Sei Toscana che, per questo servizio, riscuoterà 600mila euro l’anno dai soli comuni del grossetano. Dall’altra, le scelte strategiche operate dal Comitato direttivo di Ato sono fondate sul potenziamento degli impianti di selezione e smaltimento a cdr, con logiche e meccanismi che sembrano remare verso una direzione antitetica rispetto agli obiettivi di raggiungimento della raccolta differenziata previsti dalla normativa europea. Obiettivi che, per ammissione della stessa autorità nei propri rendiconti annuali, non sono stati raggiunti e, in molti casi, non saranno raggiungibili nemmeno in tempi brevi, come si può evincere dalla lettura degli attuali Piani di riorganizzazione dei servizi. Le somme che si prevede di investire sugli impianti sarebbero più che sufficienti per implementare con successo la raccolta differenziata, arrivando alla definizione di un meccanismo puntuale che incentivi la cittadinanza alla differenziazione mediante meccanismi di premialità ed inserendo nel sistema impiantistico le strutture necessarie per la corretta valorizzazione e recupero delle frazioni differenziate, arrivando alla prospettata autonomia gestionale in tutta l’area dell’Ato Toscana sud. La programmazione del servizio come proposta dai sindaci dell’area Grosseto sud, porterebbe ad una riduzione dei rifiuti in valore assoluto, a percentuali di raccolta differenziata sopra al 70 – 80 per cento, con la conseguente drastica riduzione di discariche e inceneritori il cui numero tenderà a zero nel giro di pochi anni. Si ridurrebbero così emissioni nocive e possibili inquinamenti delle falde, in relazione anche alla salute degli abitanti e a quella dell’ambiente, oltre al riutilizzo su larga scala di materie prime-seconde. Questo percorso garantirebbe nel breve periodo un abbassamento del costo pro-capite della bolletta e un aumento notevole di posti di lavoro. Il nostro obiettivo – concludono - è quello di ampliare la discussione sul tema dei rifiuti per avere il sostegno dei cittadini per la costruzione della soluzione al problema. Ma è anche quello di aprire una discussione con gli organismi dirigenti dell’Ato per programmare la riconversione di tutto il sistema verso la raccolta differenziata. Invitiamo, così, tutti i sindaci dei 109 Comuni ad esaminare questa possibilità”.
Dati e numeri
Il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è governato dall’Ato Toscana Sud, l’ambito in cui opera il gestore unico Sei Toscana e che raggruppa i 103 Comuni delle province di Arezzo, Grosseto e Siena più 6 Comuni della Val di Cornia, per un totale di 109 Comuni. L’organo deliberante è l’assemblea formata dai sindaci dei 109 Comuni, le proposte di delibera provengono da un consiglio direttivo, formato da 7 sindaci e da un direttore generale di area tecnica. Il gestore unico proviene da un raggruppamento di imprese che già operavano sui territori, la maggioranza delle quali sono a partecipazione pubblica (Coseca, Aisa, Siena Ambiente). Lo sviluppo di un’area vasta “Toscana Sud”, governata da un’unica autorità e servita da un unico gestore, proviene dalla pianificazione voluta dalla Regione Toscana con l’intento di creare una “gestione industriale” del servizio, che portasse ad economie di scala e conseguenti risparmi nella gestione dello stesso. I vertici di Ato, a più voci, nelle assemblee dello scorso anno hanno ripetuto che, a parità di servizi erogati, i costi per i Comuni sarebbero rimasti invariati.

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